Tre distinti interventi sono stati avviati a seguito di segnalazioni giunte alla centrale operativa della Compagnia locale, relative a episodi di combustione illecita di rifiuti urbani e speciali non pericolosi

In un momento storico in cui la tutela ambientale rappresenta una priorità condivisa, prosegue con determinazione l’azione del comparto Forestale dell’Arma dei Carabinieri di Livorno. Operando in stretta sinergia con il Comando Provinciale e nel solco delle direttive stabilite in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura, i militari portano avanti controlli mirati, con particolare attenzione alla prevenzione degli incendi boschivi.
Proprio nell’ambito di questa attività, il Nucleo Carabinieri Parco di Portoferraio ha avviato tre distinti procedimenti a seguito di segnalazioni pervenute alla centrale operativa della Compagnia locale, riguardanti episodi di combustione illecita di rifiuti urbani e speciali non pericolosi. Le circostanze sono state prontamente comunicate alla Procura della Repubblica di Livorno.
Il primo intervento è avvenuto in località Valdana, nel Comune di Portoferraio, dove i militari hanno sorpreso un soggetto intento a bruciare bancali di legno e materiali da imballaggio all’interno di un’area di cantiere. Un secondo episodio si è verificato, sempre a Portoferraio, in località Concia: qui è stato accertato l’abbruciamento di sacchetti e contenitori vuoti di carta e plastica, precedentemente utilizzati per materiali edili come calce e cemento. Infine, a Campo nell’Elba, in località Filetto, un privato è stato trovato mentre bruciava vari rifiuti – tra cui carta, bottiglie di plastica, barattoli in latta, vetro e altri materiali di imballaggio – anch’essi in un’area non autorizzata.

In tutti e tre i casi, i Carabinieri Forestali hanno formalizzato le rispettive notizie di reato, ipotizzando la violazione della normativa in materia di combustione illecita di rifiuti non pericolosi. Le persone coinvolte risultano indagate per un reato di natura penale che prevede la reclusione da due a cinque anni. Trattandosi di un delitto, non è prevista la possibilità di estinzione tramite sanzione pecuniaria, e i procedimenti seguiranno il normale iter giudiziario.
I controlli sul territorio, resi ancora più stringenti in questa fase estiva caratterizzata da elevate temperature e rischio incendi, proseguiranno senza sosta, nell’ottica della prevenzione e della salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.
Nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte, si precisa che le stesse sono da considerarsi presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.






