Le fasi della gestione delle fiamme, le rilevazioni e le dichiarazioni ufficiali

Rosignano Marittimo, 30 giugno 2025 – L’incendio divampato lo scorso presso la discarica di Scapigliato ha interessato due aree in particolare, quella destinata al conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi e l’area attigua, ancora inutilizzata, in quanto in attesa del nulla osta.
La gestione dell’incendio ha attraversato due fasi, la prima delle quali è stata effettuata direttamente dal personale di Scapigliato, dalle 16 alle 19, con l’ausilio dei mezzi d’opera, che sono serviti a soffocare le fiamme con materiale inerte.
La seconda fase è scattata alle 19, quando il vento ha cambiato direzione e si è rafforzato, spostando le fiamme verso l’area non ancora utilizzata, priva di rifiuti ma con tutti i materiali sintetici ed un generatore a gasolio, dove sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco.
Dalle rilevazioni eseguite, le superfici interessate sono state di 7000 metri quadrati per quanto riguarda l’area dei rifiuti e altri 4500 nell’area adiacente. Intorno alla mezzanotte si è conclusa la parte massiccia del lavoro, continuando sui piccoli focolai fino alle 3 del mattino seguente, e restando tutta la domenica per i controlli e la bagnatura del terreno.
“È stato grazie alle nostre persone – commenta Francesco Girardi, neo Amministratore Unico di Scapigliato Srl – se i danni non sono stati ancora peggiori e se si è riusciti a domare l’incendio in ore, anziché giorni. Importante, a partire dalle 22 di sabato e fino alla mezzanotte di domenica, il supporto dei Vigili del Fuoco, che hanno garantito anche le operazioni di vigilanza e controllo per scongiurare lo sviluppo eventuale di nuovi focolai. Ho deciso ovviamente di fermare i conferimenti per le necessarie operazioni di messa in sicurezza e ripristino delle aree. Le cause verranno senz’altro accertate, ma purtroppo, come è capitato in diversi altri siti di gestione rifiuti e non solo proprio in questi ultimi giorni, le alte temperature fanno sì che possano innescarsi fenomeni di autocombustione improvvisi e imprevedibili, aggravati da forti e persistenti venti caldi”.






