Tabaccai pronti allo sciopero contro l’obbligo del Green Pass

A comunicarlo è la Federazione Italiana Tabaccai sul proprio sito internet

(foto di Massimo Landi)

A comunicarlo è la Federazione Italiana Tabaccai.

L’annuncio sul sito internet

I tabaccai italiani sono pronti ad abbassare le serrande. La data esatta non è ancora stata stablita ma la Giunta Nazionale, che si è riunita a Roma, ha deciso di protestare contro l’obbligo del Green Pass da richiedere ai clienti secondo quanto stabilito dal Dpcm dello scorso 21 gennaio.

Ecco quanto afferma il Presidente Nazionale Giovanni Risso sul sito internet:

“Abbiamo avviato una trattativa con il Governo. In particolare, a breve, incontreremo il sottosegretario alla salute Andrea Costa che ha mostrato attenzione alle nostre rivendicazioni.

Capiamo l’importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi e, soprattutto, come stimolo alla vaccinazione anche per i più recalcitranti. Non ne facciamo quindi una questione di principio ma di buon senso.

Buonsenso sì perché in tabaccheria entrano 13 milioni di italiani al giorno non solo per comprare le sigarette ma, soprattutto, per pagare le bollette, ritirare un pacco o comprare i biglietti dei bus locali.

Clienti che già ora, con le regole attuali e date le ridotte dimensioni delle tabaccheria italiane, entrano uno alla volta, rispettando pazientemente il proprio turno”.

Continua

“Come si può non immaginare il caos che l’obbligo di controllo del Green Pass porterà? Come si può non vedere che piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legati ci si rivolgerà al mercato clandestino, in mano a chi certamente non è interessato al possesso del Green Pass?

Come si può non tenere nella giusta considerazione il rischio cui si dovranno esporre i tabaccai uscendo dal bancone, spesso blindato per motivi di sicurezza?”.

Conclude

“Le tabaccherie sono negozi di vicinato, presidiano il territorio su cui sono storicamente radicate ed i tabaccai tutti hanno assicurato, pur nell’infuriare della pandemia, durante il lockdown, servizi essenziali per tutti i cittadini.

Un impegno, il nostro, che ora viene disconosciuto. Ma non ci stiamo, il nostro lavoro, il nostro senso di responsabilità devono essere tenuti in considerazione. Lo ribadiremo con assoluta determinazione al Governo che, ci auguriamo, comprenderà le nostre ragioni.

Se così non fosse e non ascoltasse la nostra voce, lo sciopero sarà inevitabile. Le tabeccherie abbasseranno la saracinesche”.

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