Abbiamo sentito il nostro esperto Fabrizio Calamassi sui modi e le regole con le quali si svolgeranno le elezioni per il prossimo residente del Quirinale

Da lunedì 24 gennaio inizierà il ciclo di votazioni per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica Italiana. Abbiamo sentito il nostro esperto Fabrizio Calamassi sui modi e le regole con le quali si svolgeranno le elezioni per il prossimo residente del Quirinale.
Come viene eletto il Presidente della Repubblica?
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento riunito in seduta comune cui si aggiungono tre delegati per ogni Regione (quelli che in gergo si definiscono grandi elettori).
L’elezione ha luogo a scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti fino al terzo turno, mentre a partire dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta.
La scelta dell’elezione da parte dell’organo parlamentare (cosiddetta elezione indiretta) in luogo di quella popolare (elezione diretta), rispecchia l’intento dei Costituenti di non affidare al Capo dello Stato funzioni di indirizzo politico; la presenza, invece, dei rappresentanti regionali esprime la volontà che egli sia espressione dell’intera comunità nazionale.
La convocazione dell’assemblea elettiva è fatta dal Presidente della Camera trenta giorni prima la scadenza del settennato presidenziale.
Una volta eletto, il Presidente della Repubblica entra in carica dopo il “giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione” pronunciato dinanzi al Parlamento riunito in seduta comune (art. 91 Costituzione).
Quali sono i requisiti per essere eletti?
Può essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e che goda dei diritti civili e politici. Tali requisiti di eleggibilità devono sussistere per l’intero mandato presidenziale che, ricordiamolo, dura sette anni.
L’ufficio del Presidente della Repubblica, inoltre, è incompatibile con qualsiasi altra carica.
Quali sono le funzioni ed i poteri del Presidente della Repubblica?
Secondo la Carta Costituzionale, il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
Fra i suoi vari poteri, possiamo annoverare: la nomina di cinque senatori a vita; nomina di cinque giudici della Corte costituzionale; inviare messaggi al Parlamento a contenuto libero; potere di esternazione, cioè di manifestazione del proprio pensiero in varie occasioni (discorsi pubblici, conferenze stampa, messaggi alla Nazione, etc.); promulga le leggi ed ha il potere di rinviare tali leggi alle Camere, prima della promulgazione, per chiederne una nuova deliberazione qualora la precedente prevedeva violazioni dei princìpi costituzionali (ad esempio contrasto di legittimità costituzionale, mancata copertura finanziaria, difettosa tecnica legislativa etc.). Per questo si dice anche che il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione.
Il Presidente, inoltre, ratifica i trattati internazionali, ha il comando delle forze armate, può dichiarare lo stato di guerra, conferisce le onorificenze della Repubblica, indice le elezioni delle Camere ed i referendum popolari, concede la grazia, nomina il Presidente del Consiglio, nonché, su indicazione di questi, i vari Ministri; può sciogliere anticipatamente le Camere.
Infine, il Presidente della Repubblica è di diritto Presidente del Consiglio superiore della magistratura e del Consiglio supremo di difesa.
Dall’elencazione dei suoi poteri, si capisce, quindi, l’estrema importanza che la figura del Capo dello Stato assume durante i vari momenti della vita della nostra Nazione, dai momenti ordinari a quelli più difficili e critici che possono riguardare le crisi politiche ed economiche, nonché, più in generale momenti cruciali e difficili come ad esempio quello della crisi pandemica in cui l’intera popolo italiano si sente rappresentato ed unito dalla figura autorevole, super partes e di esperienza del Presidente.
Il vecchio Presidente che titolo avrà?
Il Presidente uscente diventa di diritto senatore a vita ed assume il titolo di Presidente Emerito della Repubblica tanto che, a Palazzo Giustiniani a Roma, vengono allestite le stanze degli uffici degli ex Presidenti che, in detto luogo, possono svolgere le attività relative al loro nuovo ruolo.
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