“Ti amo” di Hanne Hostravik

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Autrice norvegese, tradotta in 36 lingue e vincitrice dell’Awards per la miglior traduzione

Hanne Hostravik

Autrice norvegese, tradotta in 36 lingue e vincitrice dell’Awards per la miglior traduzione.

“Io ti amo mica tanto” è il titolo della rassegna del Centro Artistico il Grattacielo da giovedì 25 novembre fino a sabato.

Hanne Hostravik, autrice norvegese di 51 anni, nella hall del teatro in via del Platano, ha presentato il suo libro “Io ti amo”, accompagnata dall’editor livornese Antonio Celano.

“Ho scritto le cose che non poteva dire, perché lui non poteva e non voleva parlare di questo, perché aveva una paura tremenda”.

“Ti amo”, questo il titolo del libro, non è né un diario né un racconto, è un’opera letteraria e artistica.

Il compagno italiano dell’autrice è morto un anno e mezzo fa, il legame con la scrittrice norvegese è durato quattro anni.

“La malattia che l’ha portato via è stato un tumore, un malattia che logora, che lavora con il tempo”.

L’autrice attraversa il lutto fino a guardare la morte negli occhi.

“Ho scritto qualcosa che non si può affermare nell’intimità ma che si può condividere”.

La coppia si perde per colpa di una malattia, il libro parla della fisiologia dell’amore e della patologia dell’eterno.

“Nei momenti di panico manca il respiro ma purtroppo quando il panico si placa il respiro c’è ancora”.

La scrittura dell’autrice è psicologica e vive del rapporto tra i protagonisti.

“Ho scritto questo libro per l’uomo che ho amato più di tutti, lui aveva una paura tremenda di morire e io è come se avessi scritto la sua verità e le cose che non poteva dire”.

L’autrice ha arricchito la presentazione con vari reading di passi del libro, davanti alla platea di spettatori, tra cui hanno figurato diverse personalità e scrittori anche famosi.

Ad accompagnarla l’editor Antonio Celano:

“Ho conosciuto Hanne Hostravik tramite il suo libro “A Bordeaux c’è un piazza aperta” ed è stata subito una sorpresa, l’autrice è stata tradotta in 36 lingue e ha vinto l’Awards per la miglior traduzione.

Qui a Livorno – continua – ha conosciuto un gruppo di persone a cui è molto legata e si dice innamorata della città (l’autrice vive a Milano).

In realtà – conclude Celano – la nostra città non manca se non nelle strutture e negli strumenti, questo tipo di occasioni, come oggi pomeriggio, hanno bisogno di una rete, troppe volte si fa riferimento ad esempio a personaggi e a scrittori famosi e non ai libri”.

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