CRONACA Autismo livorno

Il comune si tinge di blu per la giornata mondiale sull’autismo

Il palazzo comunale illuminato per la giornata mondiale sull’autismo (foto Riccardo Repetti)

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo Palazzo Comunale si e’ illuminato di blu per manifestare solidarietà e rendere visibile la testimonianza della condivisione.

Istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU..

..la giornata  vuole  richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone con sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie. 

Le parole dell’assessore al sociale Andrea Raspanti:

“La giornata del 2 aprile –- ci offre ogni anno  l’occasione di sensibilizzare la popolazione a una maggiore conoscenza dell’autismo, affinché sul piano culturale si possano compiere dei passi in avanti per costruire comunità capaci di garantire alle persone autistiche migliori condizioni di vita e la fruizione di pieni diritti di cittadinanza. L’impegno su questo fronte diventa ancora più urgente nelle difficili circostanze che stiamo attraversando, perché è indubbio che le persone con disabilità e i loro familiari siano tra coloro che più hanno subito gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria in corso e delle strategie necessariamente messe in atto per il suo contenimento”.

Sandra Biasci, presidente dell’autismo a Livorno:

“E’ importante fare luce su questo tipo di disabilità , nonostante negli ultimi anni se ne parli sempre di più, continua ad essere ancora poco conosciuta. E, invece, occorre parlarne, sensibilizzare l’opinione pubblica,  è necessario che tutti, dai semplici cittadini alle istituzioni, si rendano conto che l’autismo è in mezzo a noi, capire che non è un problema circoscritto solo ai bambini. Un bambino autistico, domani sarà un adulto autistico. E’ essenziale, quindi, che si crei una rete che accompagni ogni fase della vita di chi è affetto da questa disabilità, dalla scuola al mondo del lavoro, al fatto che queste persone possano essere messe in condizioni di condurre una vita autonoma”.  

(Riccardo Repetti)

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