Basket giovanile: intervista al capitano dell’Under 15 eccellenza del Don Bosco Livorno

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Filippo Spinelli, capitano dell’Under 15 Eccellenza: “La Pallacanestro Don Bosco è un autentico punto di riferimento”

PALLONI BASKET
fonte: Massimo Landi

Filippo Spinelli, capitano dell’Under 15 Eccellenza: “La Pallacanestro Don Bosco è un autentico punto di riferimento”.

Filippo Spinelli è il capitano dell’Under 15 Eccellenza della Pallacanestro Don Bosco, in questa bella intervista ci racconta del suo amore per quel meraviglioso sport che è la pallacanestro e per la canotta rossoblu della socetà di Via Allende.

Cosa rappresenta per te il basket?

“La pallacanestro è lo sport che ho sempre amato; lo amo perchè, fin dal primo momento in cui ho preso la palla in mano, mi regala sempre nuove emozioni e mi permette di rilassarmi dagli altri impegni, come la scuola. Non solo, la pallacanestro mi regala sempre grandi stimoli e nuovi obiettivi da raggiungere, con ambizione, impegno e costanza negli allenamenti. Quando entro in palestra l’aria che si respira mi regala grande forza e concentrazione e mi permette di scaricare la tensione che ho accumulato durante tutta la giornata.”

Quanto ha influito l’emergenza sanitaria, sulla tua pallacanestro?

“La pandemia ha influito su tutti noi, perché per molti mesi siamo stati obbligati a stare lontani da un campo da basket e dalla possibilità di giocare delle partite; però va detto che, grazie alla perfetta organizzazione da parte di tutto lo staff della Pallacanestro Don Bosco, siamo riusciti a collegarci tramite delle piattaforme online e ad avere delle tabelle di allenamento per mantenere la forma fisica. Il nostro pensiero è quello di tornare a quella normalità che manca ormai da quasi un anno, ritornando sul parquet.”

Cosa rappresenta per te la squadra?

“Beh, di fatto è una seconda famiglia nella quale il mio compito, da capitano, è far sì che non si crei malcontento da parte di qualcuno di noi. Il nostro gruppo è molto numeroso, ma, nonostante questo, abbiamo un ottimo rapporto che ci permette di svolgere allenamenti e partite in grande sintonia. L’arrivo di qualche ragazzo nuovo non ci ha mai disturbati, abbiamo sempre cercato, riuscendovi, di accoglierlo nel miglior modo possibile.”

Cosa rappresenta la società Pallacanestro Don Bosco?

“La società Pallacanestro Don Bosco per me è sempre stata un autentico punto di riferimento, non solo a livello cestistico; infatti, oltre ad avermi insegnato a giocare a basket, mi ha fatto crescere come ragazzo fuori dal campo. Ritengo che la società di cui faccio parte sia una delle migliori a livello nazionale, sono davvero fiero di vestirne la casacca. Gli obiettivi societari sono molto elevati e ciò mi fa molto piacere perché, quando faccio qualcosa, ci metto il massimo impegno per raggiungere i traguardi prefissati.”

Quali sono i rapporti con i compagni?

“Sono da sempre ottimi, anche perché con alcuni di loro ci conosciamo ormai da molti anni; questo però non fa la differenza, in quanto anche con i nuovi arrivati c’è totale sintonia. Tutti cerchiamo sempre di aiutarci, in qualsiasi situazione, e ciò ci permette di avere un rapporto ottimo tra noi, sia all’interno che fuori dal campo. Finora non c’è stato alcun tipo di incomprensione, e questo ci permette di procedere sempre uniti ed in un unica direzione.”

Come vanno le cose con il coach?

“ Devo ripetermi, ciò che ho detto circa il rapporto con i compagni di squadra, vale anche per coach Federico Tosarelli, che ormai fa parte dello staff da 3 anni. Dalle sue indicazioni cerco sempre di tirare fuori il meglio per migliorarmi. Ogni settimana ci presenta una nuova sfida che affronto con grandi stimoli, nell’obiettivo di di guadagnare un minutaggio sempre maggiore. Sono molto contento di essere allenato da un allenatore così bravo, in quanto riesce sempre regalarci stimoli sempre maggiori.”

Quanto è importante e quanto ti piace fare il capitano?

“Essere capitano è molto importante nell’andamento della squadra, tocca a me mantenere l’ordine, nello spogliatoio e in campo. Svolgo due ruoli molto importanti: in campo devo trasmettere tranquillità, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, invece nello spogliatoio devo mantenere la serenità necessaria per fare qualsiasi cosa nel modo migliore. Mi piace essere il capitano di questo gruppo, mi responsabilizza molto perché devo essere una figura di riferimento per tutto il gruppo, guidandolo nella miglior direzione possibile.”

Sono tanti anni che vesti la prestigiosa canotta della Pallacanestro Don Bosco, quali sono i ricordi più belli?

“Sono davvero tanti, ben custoditi nel mio bagaglio di esperienze; penso, in particolare, alla trasferta di 5 giorni a Torino che mi ha insegnato a relazionarmi sia con i compagni che con persone fino ad allora sconosciute. Un altro bel ricordo è il torneo vinto nel Dicembre del 2019, proprio qua a Livorno. Inoltre mi piace citare le convocazioni nella squadra regionale e nazionale che mi ha permesso di giocare contro gente fortissima, da cui poter imparare molto ed, infine, le vittorie nei derby che regalano sempre molte emozioni.”

Come fai ad conciliare la scuola e il basket?

“La scuola ed il basket sono sempre state due cose molto differenti, ma molto importanti. La scuola viene prima dello sport, ma siccome gli allenamenti si svolgono quasi tutti i giorni, devo riuscire a trovare il tempo necessario per lo studio, senza sacrificare, appunto, gli allenamenti. Per fortuna, non ho mai avuto questo tipo di problemi, perché fin da piccolo sono stato abituato ad organizzarmi, trovando il tempo necessario per far bene entrambe le cose.”

Fonte: Don Bosco Livorno

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