Il commento del sindaco Luca Salvetti sull’accaduto
Livorno, 30 gennaio 2021 – Tempi duri per i dipendenti comunali “indisciplinati”, nei giorni scorsi ad essere agli onori della cronaca era rimbalzato il Comune di Collesalvetti per un ammanco, oggi è la volta di Livorno, anche se la cosa è comunque di una minore entità. In sostanza, una dipendente comunale, di 61 anni, per avere più tempo libero a propria disposizione, pur risultando presente a lavoro, timbrava il cartellino nell’ufficio del Comune di Livorno in via Marradi, vicino casa, per poi recarsi in piazza del Municipio, la sede effettiva di lavoro. Nelle indagini è emerso che nel tragitto la donna si dedicava ad altre attività, mentre risultava invece presente sul luogo di lavoro. La pessima abitudine, iniziata il 9 gennaio 2017, è terminata il 14 febbraio 2019, a conclusione delle indagini partite da una segnalazione alla Polizia Municipale, sezione Giudiziaria.
Oggi la 61enne si trova di fronte alle conseguenze dei propri atti:
- licenziata senza preavviso dall’amministrazione livornese,
- indagata per truffa aggravata dalla Procura e
- adesso condannata dalla Corte dei Conti al risarcimento del danno, che in buona parte aveva però già restituito.
- In sede penale la donna nell’ottobre 2020 aveva patteggiato un anno e quattro mesi e 800 euro di multa.
Raggiunto telefonicamente il sindaco Luca Salvetti commenta così l’accaduto:
“Si tratto di un caso isolato, iniziato e concluso durante la precedente Amministrazione. L’inchiesta ha fatto il proprio corso e noi prendiamo atto della decisione del Tribunale e del fatto che la donna ha pagato per quanto commesso. Oltre a questo posso dire che attualmente il quadro di riferimento del personale comunale è eccellente con dipendenti entusiasti e pronti a lavorare per il bene della città”.
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