Riccardo Cioni, Più che un DJ

Con la sua musica fece ballare un paese intero
Immagine tratta dalla video intervista su Telecentro Due. Riccardo Cioni, Più che un DJ

Sono passate 24 ore dalla morte di Riccardo Cioni, il tempo di metabolizzarne la scomparsa di quello che, per chi scrive, non era solo un disc jokey, “full time” ovviamente, ma anche un amico. E alle mente tornano le giornate trascorse vissute nella sua villetta, bella ma non appariscente, di Ardenza, una sorta di paese dei balocchi per tutti gli appassionati di musica, nella quale trovava posto, udite udite, anche uno studio di registrazione. 

Già perchè Riccardo non era solo il numero uno dei DJ, ma era una bella persona, sempre disponibile e pronta a condividere con te, sbarbino ai primi peli di barba, le tue passioni. Adesso quella passione la coltiverà lassù, dove di sicuro appronterà una consolle, pronto a far ballare gli angeli, magari facendo loro ascoltare l’amata musica funky. Quella musica che fu il primo a portare in Italia, cambiando la scena musicale di un paese intero. I mitici Earth Wind Fire, gli Chic, la Kool and the Gang, Nile Rodgers, K.C. & Sunshine Band, la colonna sonora della nostra giovinezza.

Il tutto mixato da oscar, con i brani che si susseguivano in scalette che ti facevano sognare. Fu la nascita di un mito, quello che portò i ragazzi di tutta la Toscana a sintonizzarsi su una radio di provincia, Radio 4, ogni giorno nel tardo pomeriggio. E poi la domenica, allora si ballava la domenica pomeriggio, a prendere ogni mezzo di trasporto possibile, anche i mitici Ciao e Bravo dell’epoca, per andare a sentire “IL CIONI”, non la musica che metteva Riccardo, ma proprio lui che, di fatto, aveva creato una nuova figura, il DISC JOKEY. 

Perchè Riccardo è stato un precursore, un visionario per certi versi: …

… fu il primo a cantare sulle canzoni,  con la sua voce suadente ancorchè con un inglese non perfetto, il primo a usare l’eco, le tastiere, la mitica Arp Odyssey, e la batteria elettronica, l’altrettanto mitica Simmons.

E poi i suoi dischi, rigorosamente in vinile: su tutti In America, successo mondiale, ma anche “Ole Oh Tequila”, “Fun Funk”, “Choo Choo Train” e tanti altri, e remix, “Master Funk”, “Master Cuba” e quello di “Madame” di Renato Zero, che, per usare un eufemismo, non lo gradì tantissimo

Ma ciò che rimarrà sempre con noi, sono le mitiche cassettine, vendute da Riccardo in discoteca o al mercato nero di Piazza XX Settembre; sborsavi poche migliaia di lire e avevi un’ora di divertimento assicurato, senza pensieri, senza sballi, senza droghe, quel divertimento che chi ha vissuto quel tempo continuerà a rivivere ogni volta che si troverà a riascoltare le musica de “Il CIONI”, uno che rimarrà sempre dentro di noi.

Ciao “Ciunet”, Vai con la magia anche lassù, tra gli angeli

Per ricordarlo, ecco una lunga e bellissima intervista andata in onda sulla emittente Telecentro2

Video Intervista su Telecentro Due. Riccardo Cioni, Più che un DJ

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