Personale volontario distaccato per l’emergenze: si può fare

L’art. 39 del codice di Protezione Civile lo permette
Personale volontario distaccato per l'emergenze: si può fare
Francesca Cecchi. Fotografia fornita dalla consigliera. Personale volontario distaccato per l’emergenze: si può fare

Livorno, 16 novembre 2020 – La Francesca Cecchi Consigliera Comunale del Partito Democratico del Comune di Livorno, ci invia un atto che dovrà essere discusso nei prossimi giorni in Consiglio. Il Documento, nel caso venisse accettato, permetterebbe di avere del personale volontario distaccato da impiegare in attività di volontariato (ambulanze/supporto paramedico).

In questo momento storico, il personale infermieristico sta vivendo un periodo di difficoltà causato dal numero di casi giornalieri da gestire e dall’aumento del numero dei malati anche nel personale stesso. Questa potrebbe essere una soluzione estremamente efficace per contrastare l’emerganza sanitaria. Di seguito l’atto

Atto indirizzo Partito Democratico: attivazione art. 39 del Codice della Protezione Civile, D.Lgs n° 1/2018 in riferimento all’ Emergenza Covid-19

Premesso che:

in Toscana abbiamo la peculiarità di una grande risorsa già in larga parte attiva nel settore sanitario che è il volontariato delle varie associazioni impegnate nell’emergenza/urgenza; persone preparate e formate ad intervenire quale personale paramedico.

L’impegno quotidiano dei volontari è molto cresciuto con la pandemia e dopo il periodo estivo sono nuovamente aumentate richieste e servizi nonché riattivate ambulanze aggiuntive dedicate al Covid-19 ed il nostro territorio, come tutta la Toscana, ne sta usufruendo in maniera massiccia.

Durante la prima ondata di contagi di questa drammatica stagione di pandemia (febbraio-maggio) erano stati attivati permessi dal lavoro secondo quanto previsto dall’art. 39 e 40 del nuovo Codice della Protezione Civile.

Nello specifico …

l’art. 39 del Codice della Protezione Civile, D. Lgs n° 1/2018…

prevede che i volontari appartenenti ad Organizzazioni di Volontariato regolarmente iscritte negli Elenchi di Protezione Civile, che comprende anche il settore Sanitario, possano essere impiegati nelle attività di emergenza dichiarata mantenendo il posto di lavoro.

Il datore di lavoro è tenuto a consentire l’impiego del dipendente per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni dell’anno e può chiedere il rimborso dell’equivalente degli emolumenti versati al lavoratore.

Questa previsione dell’art. 39 si è rivelata essenziale dopo terremoti, incendi o alluvioni che hanno visto l’impiego di volontari in supporto alle popolazioni e territori colpiti. Ed è stata attivata anche all’inizio di questa pandemia.

L’art 40 prevede, inoltre, la possibilità per le Organizzazioni di volontariato, iscritte negli stessi Elenchi, di richiedere il rimborso di eventuali spese sostenute nelle attività di Protezione Civile, formalmente autorizzate, per le quali sia espressamente prevista l’applicazione dei benefici di legge.

L’attivazione che ha richiamato questa possibilità di legge legata all’emergenza sanitaria Covid-19 porta la firma …

del Capo del Dipartimento di Protezione Civile …

presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Angelo Borrelli e risale al 4 febbraio 2020 ed ha validità, come specificato, fino alla durata dell’emergenza.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, vista la nota del Ministro della Salute e sentito il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga fino al 31 gennaio 2021, dello stato d’emergenza a seguito della dichiarazione di ...

“emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”…

da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’attivazione dei benefici di legge firmata da Borrelli a febbraio per ...

“Emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” ...

ha permesso in primavera di utilizzare, come avvenuto nelle grandi calamità nazionali, a tempo pieno i volontari disponibili delle sopra citate associazioni. Un personale già formato e non retribuito per questa attività, che ha così potenziato, nella prima fase della pandemia, la risposta sul territorio intervenendo anche in supporto di medici ed infermieri.

Oggi, ..

pur trovandoci in una situazione decisamente più grave della primavera,…

.. almeno in molti territori della nostra Regione e nonostante la riattivazione di numerosi servizi dedicati Covid-19 che mettono in difficoltà operativa le stesse associazioni, questa indicazione e possibilità di distacco lavorativo non è stata ancora prevista, pur non essendo mai terminata l’emergenza sanitaria.

Si fa notare che al potenziamento dei servizi già in atto, potrebbe aggiungersi ulteriore supporto per gli Ospedali (o alberghi sanitari) dal momento che in più parti della Toscana gli Ospedali risultano in difficoltà per bisogno di personale o si lamenti carenza di supporto a quello esistente in questa fase straordinaria.

Si chiede quindi al Sindaco, …

in qualità di responsabile della salute dei cittadini, di farsi promotorein accordo con altri Sindaci della Provincia e non solo presso le Istituzioni Regionali e Nazionali, affinché questa procedura sia rapidamente ri-avviata e resa operativa anche per la Toscana, al fine di garantire la miglior organizzazione possibile della risposta ai bisogni nella presente fase di grave emergenza.

Questo potrà permettere alla nostra zona e, se ritenuto necessario dalle competenti autorità, anche al nostro Ospedale di poter usufruire pienamente e gratuitamente di questa risorsa umana, secondo la tipologia di mansione per cui è preparata e certificata.

Tale ricerca di disponibilità per l’utilizzo di personale volontario anche a livello nazionale pare inizi infatti ad essere richiesto in altre realtà regionali nelle quali il volontariato sanitario è ...

meno presente ed attivo…

rispetto alla Toscana, dove sarebbe invece possibile favorire davvero un lavoro di supporto specializzato molto maggiore.

Livorno, 11/11/2020

Francesca Cecchi”

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Marco Ristori

Nato il 25 Marzo del 1966 sin dalla più giovane età si è distinto per mettersi nei guai a causa di incaute caricature. Laureato nel 2009 in Scienze e Tecnologie dell'Ambiente a Pisa, ha continuato il proprio hobby della satira, fino ad approdare alla Nazione, dove l'allora caporedattore Cruschelli lo lanciò. Il vignettista poi diventò un personaggio televisivo, continuando a fare satira sia sportiva che politica. Ad ottobre del 2019 i fatti danno ragione ai propri detrattori, infatti al secondo fumetto serio 'Artidoro' giungerà un grande successo inaspettato, il palcoscenico di 'Lucca Comics'. Si vede che da lassù gli hanno detto di cambiare strada e adesso infatti è iniziata la nuova avventura editoriale con L'Osservatore

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