Gatto arrosto a Campiglia Marittima: video straziante

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Campiglia Marittima, 30 giugno 2020, sembra uno scenario da seconda guerra mondiale quando anche gli italiani erano costretti a cucinare i gatti per riuscire a cibarsi. In un video, diventato virale, vengono riprese scene raccapriccianti mentre un uomo di colore cucina un felino.
Gatto arrosto a Campiglia Marittima: video straziante
Gatto arrosto a Campiglia Marittima: video straziante
immagini tratte dal video virale

Cosa porta a fare la il bisogno estremo di mangiare? Come vediamo nel filmato l’extracomunitario evidentemente affamato, sta cucinando un gatto arrosto a Campiglia Marittima. Per noi che siamo abituati ad avere il frigorifero pieno è uno scandalo, un atto di una crudeltà efferata, punibile anche per legge. Certo è che l’uomo in questione, evidentemente spinto dalla fame, proprio non capisce le rimostranze della donna, che è sconvolta giustamente da questo spettacolo. Mentre l’uomo è intento a soddisfare il proprio bisogno di cibo, noi siamo inorriditi davanti a queste scene per noi aberranti.

Siamo di fronte ai due estremi di una società, da una parte chi considera il gatto un animale domestico da compagnia, dall’altra un uomo spinto dalla fame, che non ha trovato altro di cui sostentarsi. La cassetta di plastica, la legna da ardere, e l’uomo che con il rasoio, che spella l’animale mentre lo sta cucinando, completano uno scenario da incubo, degno di un film stile sopravvissuti … Di seguito il link del video

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220520159946234&id=1600026917

Secondo quanto riportato da ANSA, i Carabinieri, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, si sono recati nella zona. Una volta giunti sul posto, i militari dell’Arma hanno identificato l’autore del gesto e lo hanno condotto in caserma per accertamenti.

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Un pensiero riguardo “Gatto arrosto a Campiglia Marittima: video straziante

  • Cani e gatti sono “animali d’affezione” non semplicemente da compagnia, vivono nelle nostre case e accompagnano la nostra vita con amore e vicinanza da millenni.
    Per la nostra cultura è cosa diversa dalla semplice compagnia.
    La fame non può giustificare, ai nostri occhi, una simile azione. La persona colpevole di quell’aberrante gesto, avrebbe potuto recarsi alla Caritas o in una qualsiasi parrocchia dove avrebbe ricevuto aiuto. Purtroppo, invece, qui ci troviamo davanti a un problema culturale oltretutto punito dalla legge.

    Risposta

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