Ma serve chiarezza su costi, finanziamenti e previsioni di mercato per soddisfare le aspettative di ricchezza e lavoro che ci sono dietro a quella struttura di cui abbiamo ripercorso la storia e le ipotesi di futuro in modo crudo e diretto

Salviamo i bacini di carenaggio , salviamo il tessuto imprenditoriale. Possibile rilanciare le riparazioni? Prendiamo quindi come nota rilevante il fatto che ad Aprile 2017, dopo oltre 2 anni di lavori di manutenzione e ripristino, è stato inaugurato il bacino n°10 a Marsiglia (sì, lì ne esistono altri 9), con una dimensione di 468mt di lunghezza e 85 mt di larghezza. La società che controlla i bacini di Marsiglia è una società italiana.
Le domande sulla situazione perchè se salviamo i bacini di carenaggio, salviamo il tessuto imprenditoriale
Detto questo, se guardiamo alla situazione di casa nostra, ci possiamo focalizzare su alcune domande: 1) Quale è lo stato reale del bacino di muratura? 2) Quanti soldi ci vogliono per il recupero e ripristino oggi a qualche anno dalla vicenda Concordia? 3) Esiste uno studio di mercato che dimostri che c’è appetibilità e richiesta del servizio in riferimento anche alla concorrenza esistente?
Le risposte
Le risposte. Per quanto riguarda la prima domanda, sappiamo che lo stato del bacino è pessimo, persino degradato rispetto alle perizie del 2008 e del 2010 e che necessità di interventi sostanziali e strutturali profondi. Per La domanda numero due, le stime, e badate bene si parla di stime, dicono che l’importo per la rimessa in esercizio del bacino in muratura sia, oggi, almeno tra i 10 ed i 15 milioni di euro. E c’è chi non esclude che si debba tornare alle cifre dell’epoca Concordia (20-25 milioni).
Il settore bancario sempre più difficile
Con una differenza essenziale: rispetto a quattro anni fa, nonostante i tassi di interesse in ribasso, è più difficile trovare somme del genere per attività di questo tipo. Le banche chiedono studi di fattibilità più rigorosi, se non paranoici, e hanno procedure di rilascio fondi più stringenti. Il mercato dei capitali si è fatto più difficile, non solo nel settore bancario, e la questione pesa tantissimo su tutta la vicenda, rendendo molto difficile, e macchinoso, l’incedere di un progetto riguardante la messa a produzione dei bacini.
Un mercato che non sta fermo ad aspettare
Per l’ultima domanda, bisogna considerare che il mercato non sta certo fermo ad aspettare che a Livorno si decida cosa fare per il bando da cui non pervengono risposte. Oppure se considerando la collocazione delle attività produttive in essere nella zona, che potrebbero esser in contrasto con l’attività di carenaggio (anche se le tecnologia hanno fatto passi da giganti nel ridurre l’impatto ambientale legato all’inquinamento) si decida di magari indirizzare l’uso del bacino ad attività non proprio di carenaggio di navi. Il mercato non aspetta tutto questo tanto meno se è un qualcosa in grado di mettere in difficoltà porti come Marsiglia.
Salvaguardare la ricaduta occupazionale
Onestamente il complesso delle difficoltà (struttura fisica bacini, banche, mercato, decisioni politiche e amministrative) pare troppo per poter far sperare che una volta finiti i lavori, che sono lunghi da realizzare, ci sia una veloce e sostenuta ricaduta occupazionale sul territorio. In poche parole, tra gli scenari possibili, potrebbe esserci, un nuovo palazzetto, costruito, dopo anni di lavori interrotti, per un basket che non c’era più. Perché il mercato, non attende.
Serve chiarezza e certezza
Serve chiarezza. E’ necessario che la stima del lavoro in ingresso, nei bacini di riparazione, sia certa e fatta di numeri e numeri elevati. Ma con le condizioni globali incerte di mercato, non solo delle riparazioni ma dello shipping in generale, se non ci sono certezze tutti gli argomenti, assieme alle immancabili polemiche tirate in ballo sembrano piuttosto un percorso di strumentalizzazione. Un percorso che, quindi, regala speranze poco concrete a chi in questo momento avrebbe necessità innanzitutto di reddito e lavoro.
Dalle vicende accoglienza Concordia alla recessione pandemica per COVID-19, problemi aggravati
Dalla vicenda delle stime per l’eventuale accoglienza della Concordia ad oggi alla recessione pandemica per COVID-19,i problemi non paiono mutati. Semmai appaiono aggravati. Al netto delle polemiche, delle dietrologie e dei pettegolezzi. In questa onda di marea arriva , e arriverà sull’intero territorio di Livorno se chi governa tiene aperta la nassa, la drammatica proposta Colao. Una vendita totale del patrimonio pubblico, in puro sile Britannia ’92. Uno degli obiettivi che da anni non sembra non far chiudere occhio alla deep state nostrano. (Luca Tacchi – Lega Collesalvetti)
https://livornopress.it/bacini-di-carenaggio-e-forti-lanalisi-della-lega-di-collesalvetti
Ipotesi di finanziamento finanziario per fronteggiare la recessione pandemica
Di contro si resta in attesa di un incremento da 30 a 80 i milioni destinati alle Autorità di Sistema Portuale (AdSP) per far fronte alla profonda crisi che aumenta di ben 9 volte (da 6 a 56) i milioni destinati a quelle AdSP che, prive di risorse proprie o di avanzi di amministrazione, si trovano oggi in particolare difficoltà.
http://www.comune.livorno.it/lavoro-sviluppo-economico/area-crisi-complessa
Fondi che queste dovranno obbligatoriamente utilizzare per sostenere economicamente i lavoratori e le imprese portuali che costituiscono il vero motore del funzionamento dei nostri porti»
Area di crisi complessa, riapertura del bando Invitalia L. 181/89 per il rilancio dell’area complessa di crisi industriale complessa di Livorno, i Comuni di Collesalvetti e Rosignano Marittimo. L’evento è organizzato dal anche dalla CCIAA Maremma, Tirreno e Regione Toscana. Il bando assegna 10 milioni di euro di incentivi Invitalia da destinarsi a progetti di sviluppo delle aziende di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo. Incentivi a cui si può acceder facendo domanda già dal 1 giugno-
Una dimensione che una volta chiarita potrebbe rilanciare i bacini di carenaggio,rilanciando il tessuto imprenditoriale.
. Una dimensione che abbiamo contemplato: abbiamo parlato di fondi, di strutture e di mercati. E qui, sul piano della sostanza che conta, le notizie non ci paiono buone. Una volta chiariti questi aspetti la campagna per la riapertura dei bacini ne uscirebbe rafforzata e acquisirebbe il sostegno convinto di quasi tutta la città. Perchè solo se salviamo i bacini di carenaggio, salviamo il tessuto imprenditoriale.
Collaborazione: Vito Capogna
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