Gara bacini di carenaggio, intervista a Massimo Netti

Gara bacini di carenaggio, il punto sulla situazione, intervista a Massimo Netti per fare chiarezza

Massimo Netti- Jobson @vitoc
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Livorno, 3 Giugno 2020- Gara bacini di carenaggio, intervista a Massimo Netti per fare il punto sulla situazione.

Sulla procedura pesa una richiesta di esclusione, ma ci sono stati degli atti di sanatoria a dicembre 2019 che potrebbero determinare nuovi scenari. La questione della gara dei bacini di carenaggio cerchiamo di dipanarla con l’intervista a Massimo Netti della Jobson Italia. A che punto è la gara dei bacini di carenaggio di Livorno? In molti se lo chiedono, ma è assordante il silenzio dell’Autorità di Sistema.

La richiesta di esclusione di Jobson nei confronti di Azimut Benetti – che contiene le circostanze assolutamente pubbliche e notorie : -danno ai bacini tra il 2003 e il 2009, -sgombero e opere abusive nel 2019 e scrittura transattiva a gara aperta, è stata presentata il 14 novembre 2019, ma l’Autorità di sistema ha proceduto prima con la somma dei punteggi della gara il 19 dicembre, dai quali è emerso che Azimut Benetti ha preso più punti della concorrente.

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Proviamo a fare chiarezza risalendo ai fatti e ai documenti pubblici.

Il 14 novembre 2019 Jobson Italia, concorrente in gara, presenta richiesta di esclusione nei confronti di Azimut Benetti, società in gara che ha i capannoni adiacenti al comparto dei bacini e ne presidia l’area a titolo “di occupazione provvisoria”  da oltre 9 anni. Azimut Benetti dal 2003 al 2009 ha anche in concessione ufficiale l’area del Cantiere Orlando. L’esercizio provvisorio del bacino galleggiante “Mediterraneo” è condotto da Azimut Benetti da ottobre 2010 per scrittura privata la cui durata viene stabilita “orientativamente per 45/60 giorni decorrenti dalla data dell’11 ottobre 2010”. Il corrispettivo forfettario mensile per la sua gestione è di 4231,10 euro più Iva al mese.  L’accesso al comparto dei bacini è da un solo varco, gestito da Azimut Benetti in via Edda Fagni.

Accadimenti dal 2003 al 2019

Nel periodo 2003-2019 emergono controversie ufficiali tra l’Autorità Portuale (oggi Autorità di Sistema) e Azimut Benetti. Il provvedimento n. 42/2012 col quale l’Autorità stabiliva “di compiere gli atti occorrenti per l’addebito alla soc. Azimut Benetti dei danni arrecati al Bacino Grande in muratura in riferimento alla mancata esecuzione degli oneri manutentori in capo alla Società nel periodo di assentimento in concessione della struttura” [2003-2009] l’ordinanza 5/2019, nella quale si intimava “lo sgombero [..] delle aree demaniali marittime occupate presso la banchina 76 del comparto bacini, con remissione in pristino stato mediante la demolizione di quanto abusivamente realizzato“.

Azimut Benetti firma una scrittura transattiva sul credito risarcitorio per danni al bacino

L’amministrazione di Scali Rosciano ammette alla gara per la concessione dei bacini di carenaggio Azimut Benetti e a gara aperta (11 maggio 2016) ha anche firmato con questa società una scrittura transattiva sul credito risarcitorio per i danni al bacino in cambio di un appezzamento di terreno già predisposto al vincolo di esproprio. I termini per la partecipazione alla gara bacini erano infatti scaduti il 30 giugno 2015.

La richiesta di esclusione depositata ancora non è stata esaminata

La richiesta di esclusione, depositata prima della seduta pubblica sui punteggi gara, che fine ha fatto? Massimo Netti:- “Non si sa. Ad oggi – trascorsi sei mesi – non è stata esaminata o almeno non è arrivata alcuna risposta, anche se a rigor di logica – essendo una richiesta di esclusione un elemento pregiudiziale sulla titolarità a partecipare – la si dovrebbe aver esaminata prima di far uscire i punteggi che hanno visto premiata Azimut Benetti“.

La questione dei provvedimenti natalizi emessi dall’Autorità di Sistema tra il 20 e il 27 dicembre.

Si tratta del n. 94 (rilascio sanatoria occupazione e regolarizzazione avamporto) e il già citato n. 95 (rilascio sanatoria occupazione con impianti e regolarizzazione occupazione banchina 76″. Formalmente si tratta di atti che sono la conseguenza dell’accoglimento di sentenze Tar favorevoli ad Azimut [soprattutto per difetto di motivazione da parte dell’AdSP] e dovuti per recuperare il canone demaniale. Tutto regolare? La risposta a questo purtroppo non può essere rigorosa come la precedente esposizione di atti pubblici, ma sconfina nelle opinioni di chi segue con attenzione questa drammatica partita”.

I provvedimenti approvati la vigilia di Natale

Questi provvedimenti retroattivi ,approvati a dicembre, non si capisce il perché di tanta solerzia nell’approvarli la vigilia di Natale, trattandosi di una sanatoria attivabile anche ad anno nuovo. Tali atti sono stati datati il giorno dopo la comunicazione dei punteggi di gara, immediatamente dopo il rilascio della relazione istruttoria della direzione Demanio e firmati digitalmente il 24 dicembre.

Incomprensibile la forma della sanatoria

Non si capisce neppure perché si sia voluto usare la forma della regolarizzazione e della sanatoria quando sarebbe bastato chiedere le somme a titolo di “indennità di avvenuta occupazione”. L’Autorità di Sistema ha fatto piena retromarcia con sanatorie, quasi a volersi scusare per il disturbo.

La complicata questione della sparizione di tutto l’impianto elettrico

C’è poi la complicata questione , oggetto di interrogazione parlamentare,su cui l’Autorità di Sistema non si è mai espressa. Parliamo della sparizione di tutto l’impianto elettrico del grande bacino in muratura. Si tratta di milioni di euro di attrezzature (particolari e in gran parte rame), presenti nelle relazioni ufficiali del 2010 e del 2018 che però mancano all’appello.

Un rimpallo tra Azimut Benetti e Autorità di Sistema

La questione non è secondaria: in primis perché la sparizione dei quadri elettrici è oggetto di rimpallo tra Azimut Benetti custode dell’area che accusa in un documento depositato al Tar il 4 settembre 2019 proprio l’Autorità di Sistema, sia perché il bacino in muratura è stato mutilato per non dire sabotato dato che non solo mancano i quadri elettrici, ma i cavi in rame rimasti sono stati tagliati al pari, mentre gran parte dei locali tecnici sotterranei risultano allagati dall’acqua. Il silenzio, come è possibile vedere, è completamente assordante“.

Collaborazione: Vito Capogna

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Laura Petreccia

Crescendo ho maturato un forte interesse verso l'idea di entrare nel mondo del giornalismo, per mettere a frutto le mie buone capacità di scrittura e sintesi. A tal fine ho frequentato una Scuola di Scrittura Creativa, dopo la quale ho potuto compiere le mie prime esperienze lavorative. In questo periodo di tempo ho appreso molti segreti del mestiere. Sono una persona curiosa, spinta dal desiderio di fornire sempre nuove e articoli completi e interessanti.

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