Coronavirus: il video delle polemiche

Il video che ha fatto scattare immediatamente molte polemiche

Il video che è diventato un vero e proprio caso sui social.

Coronavirus: il video delle polemiche

Una polemica infinita

Sta suscitando una grande polemica un video girato nei giorni scorsi a Livorno.

Nel filmato, chiaramente amatoriale, si notano diverse persone, tutte con la stessa maglietta, che stanno correndo sul lungomare.

Si tratta, presumibilmente, dei carabinieri del Reggimento “Tuscania”, almeno così sembra di capire dal simbolo – la fiamma – raffigurato sulle magliette.

Non è un bel messaggio da parte di coloro che, tradizionalmente, hanno il compito di far rispettare le normative vigente.

Il centralinista del comando del Reggimento, raggiunto telefonicamente dal nostro direttore, ha cercato di metterci in contatto con il Comandante, che però non è stato possibile raggiungere.

Anche il consigliere della Lega, Alessandro Perini, ha lasciato della dichiarazioni in merito

Carabinieri ripresi nel corso di una attività di addestramento e assurdamente dipinti come untori del coronavirus.

Esprimo a questi ragazzi e a tutta l’Arma dei Carabinieri la massima solidarietà per il vergognoso attacco che stanno subendo sui social e alimentato addirittura da rappresentanti delle Istituzioni, come l’onorevole Fratoianni. 

Etichettare le Istituzioni come prive di buon senso è quanto di più irresponsabile si possa fare specie se a farlo sono altre Istituzioni.

In questa fase un cortocircuito del genere indebolisce ulteriormente l’immagine dell’Italia.

E così la sinistra sta cercando di recuperare popolarità dopo la scellerata sottovalutazione del Coronavirus.

Quella sinistra permissiva con i detenuti in rivolta nelle carceri, ma che gioca a fare la legalitaria con chi mette a rischio la propria sicurezza per tutelare la nostra.

La stessa sinistra che per “non alimentare il razzismo” si era schierata contro la quarantena per chi veniva dalla Cina, oggi non si vergogna ad aprire una vera e propria caccia all’untore nei confronti dei carabinieri.

I ragazzi aggrediti nel video e sui social stavano partecipando al corso selettivo per diventare carabinieri paracadutisti e quindi erano a tutti gli effetti in servizio.

Alla fine del corso partiranno per i teatri operativi più caldi a cui partecipa il nostro paese.

Se qualcuno ha visto in questi lavoratori un pessimo esempio dovrebbe guardare meglio.

L’esempio che danno è di massima dedizione e sacrificio, perché Polizia, Carabinieri e Forze Armate non si fermano mai.

Tanto meno nelle emergenze.

Alessandro Perini

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