Il Venezia non ci sta, la replica sulle gare remiere di Livorno

Dopo i nostri articoli su quanto accaduto riguardo la diatriba legale delle gare remiere, il Venezia non ci sta e per voce del dirigente Fausto Mazzoni, ha chiesto di far conoscere la versione della S. N. Venezia su quanto accaduto.

Come sono entrato nella loro sede, mi sono reso conto del fatto, che la tradizione remiera abbia un fascino tutto suo, nella cantina si respira l’autentico pathos labronico. Sono stato ricevuto dal dirigente nella sala dei trofei, un vero monumento a Livorno e ai successi del Venezia ed è partita l’intervista.

Fotografia di Marco Ristori
D. Partiamo dal verbale del 1′ Dicembre 2019, cosa è successo in quell’occasione?

R. Dovevamo confrontarci su come andare avanti, invece ne è uscita un’improvvisa richiesta di misurazioni delle barche, in particolare del dritto di poppa. Ragion per cui il richiedente si è voluto arrampicare, dove era stata alloggiata l’imbarcazione n 5, effettuando una misurazione in equilibrio precario senza nessun tipo di attendibilità, la risultanza ha dato vita ad un verbale a dir poco inusuale, veniva riportata non la misura ma una differenza di 2,7 cm., non si sa rispetto a cosa, visto che erano presenti barche, che misurano 4 cm, 5cm e 6cm. Da tutto questo ne è sorto un verbale “irrituale” dove si lamentavano delle misure non conformi, su cui nutro dei forti dubbi della relativa precisione. Una bugia anche se ripetuta all’infinito resta sempre una bugia.

Ma adesso occorre fare una premessa importante, queste barche sono state realizzate nel 1972 e hanno sui propri remi 48 anni di gare. Non vengono da una produzione di serie, magari fatta con macchine a controllo numerico, ma da un abile lavoro artigianale, che comunque fa sì che ognuna sia unica, cioè diversa dall’altra. Tutto questo senza contare i numerosi incidenti e le relative riparazioni, che comunque ne hanno alterato ulteriormente la struttura originale.

Per aumentare la resistenza delle barche, messa a dura prova dall’usura e dai vari urti, venne deciso di aggiungere due ulteriori strati compensato a tutte le imbarcazioni. Ripeto si trattò di lavori artigianali, ma proprio perché artigianali, hanno accentuato ancor di più le differenze esistenti. Un ulteriore intervento fu fatto dal cantiere Romoli per problemi ricorrenti ai timpani, tutti i dritti di poppa furono ritoccati e a due barche, tra cui la 5, fatti nuovi.

Nel 2006 la barca 5 allora assegnata alla S.N. Borgo per la rottura del timone urtò violentemente la barca 2, entrambe riportarono seri danni e alla 5 fu ricostruita la prua. Non è che la storia delle altre imbarcazioni sia tanto diversa. Per tutte queste ragioni è impossibile, che queste barche siano una uguale all’altra, ci saranno sempre delle differenze.

D. Ma dopo l’ultimo grado di giudizio, cosa è successo?

R. Da quanto ho visto scritto, potrebbe sembrare che dovesse essere controllata solo la barca numero 5, in dotazione a noi fino allo scorso anno, voglio sottolineare, che in realtà dovevano essere misurate tutte quante le imbarcazioni. Inoltre il reclamo nella sentenza, non è stata integralmente accolto, ma solo parzialmente. Infine l’altra disposizione data era di tornare al sorteggio e così è stato.

D. Ma per quanto ho letto, la sentenza stabiliva di effettuare nuove misurazioni e immagino, per questa ragione, non si sarebbero dovuti fare i lavori di manutenzione prima delle nuove verifiche?

R. Ripeto le barche sono già state misurate dalla Commissione Tecnica e comunque il carteggio non inficia eventuali successive misurazioni. Questo lavoro mica accorcia o allunga le imbarcazioni!

D. Cosa ne pensa del fatto che seconda sentenza doveva essere data entro 10 giorni dalla presentazione del ricorso, mentre è stata data mesi dopo?

R. Non ci giro intorno, questo è stato un errore. Il ritardo in questione ha penalizzato prima di tutto il Venezia, gettando su di noi un’ombra, che non meritiamo. Poi ha colpito l’immagine delle gare remiere e della tradizione labronica, di conseguenza ha colpito Livorno.

Noi siamo stati sempre corretti e non abbiamo mai rilasciato interviste, per rispetto degli organi preposti a giudicare. Ma adesso gioco forza dobbiamo intervenire, prima di tutto per tutelare i nostri atleti, che si allenano duramente, il nostro mister, che ha creato un team eccezionale e la città. Perché, per chi non lo avesse ancora capito, le tradizioni remiere sono l’anima di Livorno, ne rappresentano l’identità e non devono essere travolte da queste polemiche.

D. Veniamo alla questione dei remi non punzonati?

R. A causa della rottura di un remo nel 2018 ed uno nel 2019 seguendo la regolare prassi abbiamo ricevuto dal sig. Mariotti, allora presidente della commissione tecnica, 2 remi sostitutivi non punzonati. Ma questo è successo a diverse sezioni nautiche, c’è perfino chi ha gareggiato con remi punzonati di altre barche.

D. Come mai mancavano le placche di metallo porta scalmi sull’imbarcazione numero 5 in manutenzione?

R. Quando le barche sono ferme, togliamo queste piastre di metallo per far respirare il legno sottostante – mi ha fatto vedere il particolare su una imbarcazione nella cantina per farmi capire-. Si tratta di una piastra di metallo forata che si innesta su un tubo conico, dove va a inserirsi lo scalmo. Nelle barche di legno è bene toglierlo, in quelle di resina non occorre.mar

Poi voglio chiarire una questione di cui lei non ha parlato nei suoi articoli – il dirigente fa un respiro profondo, prima di togliersi un altro sassolino dalle scarpe- Voglio spiegare la questione del colore diverso. Nel 2014 notammo una crepa nello scafo, così l’allora responsabile delle Commissione Tecnica, ci dette istruzioni di stuccare e riverniciare sotto la sua supervisione. Non riuscendo a risalire all’esatto colore ne trovammo uno simile. Poi in seguito, fra il sole, il mare e il tempo si è accentuata la differenza cromatica. Purtroppo questo fatto ha scatenato delle polemiche su possibili modifiche, che non trova fondamento nella realtà.

D. Cosa vuol dire alla città e al mondo delle gare remiere per concludere l’intervista?

R. Un team vincente è antipatico a chi non ha gli stessi risultati, questo ci porta ad accettare tutto in genere, ma non possiamo permettere di essere accusati di disonestà. I risultati che abbiamo conseguito sono stati il frutto di un duro lavoro dei nostri atleti in primis, dell’allenatore, dei dirigenti e dei soci. Il mondo del remo è un vanto per la città e dobbiamo tutelarlo, anche per questo motivo mi sono fatto intervistare.

Spero che quando verranno fatte le barche in vetroresina…

….siano simili a quelle di ora come dimensioni e forma. Le attuali, gioielli di legno costruite da un grande artigiano, sono ancora bellissime.

Infine è giusto sapere che le barche sono sorteggiate, ma non porteranno più il relativo numero di costruzione, piuttosto quello, che la tradizione vede associato alla cantina. Il Venezia avrà il numero 3 indipendentemente dal numero della barca, che avrà in disponibilità. Ho voluto chiarire questo aspetto perché nessuno pensi che noi si abbia sempre e solo in disponibilità la stessa barca. La rotazione delle imbarcazioni permetterà finalmente di far finire certe illazioni sul nostro conto.

Per chi volesse approfondire ecco i nostri precedenti articoli

https://losservatore.com/index/2020/02/22/colpo-di-scena-nelle-gare-remiere-livornesi/
Link a nostro articolo
https://losservatore.com/index/2020/02/25/le-gare-remiere-si-tingono-di-giallo-a-livorno/
Link a nostro articolo

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