In carcere banda emule di Vallanzasca e Maniero. Stavano per assaltare la Cassa di Risparmio di Lucca-Pisa-Livorno

Conferenza Stampa con il comandante provinciale Massimiliano Sole ed il Nucleo Investigativo di Livorno, guidati dal maggiore Michele Morelli
Conferenza Stampa con il comandante provinciale Massimiliano Sole ed il Nucleo Investigativo di Livorno, guidati dal maggiore Michele Morelli

Emuli di Renato Vallanzasca e Felice Maniero, tre che avevano conosciuto in carcere, si erano specializzati in rapine a mano armate, in particolare durante le giornate di pioggia. Stavano per mettere a segno un tentato colpo nella filiale della Cassa di Risparmio di Lucca-Pisa-Livorno a Vicarello, frazione del comune di Collesalvetti (Li).

I fatti

In manette , lo scorso 22 novembre, i tre rapinatori, due uomini di 67 anni e un 38enne, plurigiudicati con precedenti specifici per rapina ai danni di istituti di credito, da tempo finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Arma. L’operazione di servizio è stata denominata “Big Brolly”, proprio per la predilizione degli arrestati a perpetrare le rapine in tempo di pioggia.

Era da tempo che gli investigatori, nucleo investigativo di Livorno, con la collaborazione del nucleo investigativo del comando provinciale di Pisa, avevano avviato un’attività d’indagine, coordinata dal procuratore Ettore Squillace Greco, sul conto dei tre plurigiudicati.

Nei giorni precedenti, la ripetuta presenza dei tre nelle vicinanze della banca a Vicarello, rivelatisi veri e propri sopralluoghi, nonchè dell’anomalo acquisto di calze da donna, che avrebbero usato per travestirsi il volto durante la rapina,avevano insospettito i militari.

La mattina del 22 novembre

Nella mattinata del venerdi 22 novembre, i tre banditi, giunti all’esterno della Cassa di Risparmio di Lucca-Pisa-Livorno a Vicarello, notata la presenza di un’unità specializzata dell’Arma, solo momentaneamente hanno desistito dai loro intenti. Ma ravvisando la persistente presenza dei carabinieri hanno poi rinunciato al loro progetto criminale. Il fastidio per la presenza dell’Arma è stato registrato dalle conversazioni intercettate immediatamente.

I tre sono stati fermati nel loro covo, un garage nella periferia di Pisa, e trovati in possesso di passamontagna, calze di nylon, guanti, la riproduzione di una Glock calibro 8 e alcune targhe rubate.

I tre sono stati arrestati e condotti in carcere a Pisa, con le accuse , in concorso, di tentata rapina a mano armata, ricettazione e detenzione senza denuncia di munizioni per armi comuni da sparo.

Due di loro hanno alle spalle una lunga detenzione in carcere, dove avrebbero conosciuto Renato Vallanzasca e Felice Maniero, il capo della mafia del Brenta.

Laura Petreccia, Vito Capogna

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Laura Petreccia

Sono Laura Petreccia, nata a Sant'Ambrogio sul Garigliano (FR), il 24/02/1955. Sono laureata in Scienze Motorie e Sportive, ma nel contempo ho seguito studi diformazione e specializzazione in Teologia e Dialogo Ecumenico ed Interreligioso. Ho insegnato nella Scuola e, dal 1992 ,all'Isis Niccolini Palli, per le discipline di Scienze Motorie e Sportive, e Teatro.Parallelamente ho svolto servizio in Diocesi con il vescovo Alberto Ablondi e successivamente Diego Coletti in qualità di responsabiledel centro di ascolto "Frontiere". Sono una persona di dialogo, di frontiera e scrittrice. Sono sempre in cerca di spunti meritevoli per la mia urgenza di scrittura, da svelarne il contenuto e portarlo a conoscenza di un pubblico più ampio. Cogliere la realtà ricorrendo a sensi diversi perché il messaggio, accostando le parole ai sensidifferenti, arrivi consemplicità. La scrittura è più potente di ogni forza fisica che abbiamo. sa sfiorare, accarezzare, curare, anche colpire, ferire e poi cicatrizzare. La scrittura scava, scopre, può fare tutto, ma soprattutto sa rimanere.
Laura Petreccia

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